Cittadinanza onoraria di Sersale al giornalista Romano Pitaro

Sersale, Mercoledì 13 Dicembre 2017 - 12:08 di Redazione

La cittadinanza onoraria di Sersale - borgo di 5mila abitanti ad un salto dal Gariglione ed epicentro della Riserva Naturale Regionale “Valli Cupe” - è stata conferita dal consiglio comunale all’unanimità, nel corso di una affollata cerimonia, al giornalista Romano Pitaro, capo Ufficio stampa del Consiglio regionale. Ha partecipato all’evento, oltre al direttore della Riserva Carmine Lupia, anche Anna Gastel, presidente di MiTo, il Festival internazionale di musica classica organizzato dalle città di Milano e Torino. «Un evento significativo - ha detto Anna Gastel - perché consolida i rapporti tra la comunità di Sersale e gli amici storici delle Valli Cupe che come Romano hanno fatto tanto per l’istituzione della Riserva e, al contempo, conferma la disponibilità degli amministratori locali e della Riserva a dialogare con altre esperienze positive del Paese. Una delle due foto con sullo sfondo le Valli Cupe della mostra “Beauty is my favourite colour”,  ispirata dal direttore artistico di Richemont Giampiero Bodino e  tenutasi a Villa Mozart qualche giorno addietro, è stata quella che ha avuto più successo. La Calabria è una terra meravigliosa perché ricca di tutto: entroterra, mare, montagna, bellezze architettoniche, sapori buoni come in nessun altro posto. E le case contadine sono le più belle del mondo. La realtà calabrese è molto forte, distrutta in tante parti ma ancora vitale. La Calabria autentica esiste ancora e va ricercata e difesa. Chi viene qui, come me, da milanese, non vuole la pescanoce che può trovare anche a Milano, ma cerca la merendella dal profumo unico che si trova solo qui. Sono piccolissimi esempi di ciò che ancora vive e brucia in Calabria. Bisogna cercare il ‘locale’, non globalizzarsi. Questo è il turismo da incentivare. Ritrovare sapori e frutti antichi, intagli di legno autentici, i cesti, l'artigianato locale, non quello orientale che trovi ovunque. L’istituzione della Riserva Valli Cupe è stato un atto d’amore verso la Calabria che così dimostra di avere fiducia in se stessa». È toccato al sindaco avv. Salvatore Torchia soffermarsi sulla ratio della cittadinanza onoraria che «costituisce un riconoscimento onorifico per chi, non essendo iscritto nell’anagrafe della popolazione del Comune, si sia particolarmente distinto in attività in favore di Sersale e abbia dimostrato esemplare affezione e interessamento verso il paese riconosciuti e testimoniati da opere e iniziative finalizzate a promuoverne la conoscenza e la valorizzazione. L’attaccamento di Romano Pitaro per Sersale e il suo territorio è unanimemente riconosciuto e il suo amore per la nostra città va avanti ormai da oltre vent’anni». Torchia ha spiegato  la motivazione della cittadinanza: «È stata conferita l’alta onorificenza a Romano per avere contribuito a far conoscere all’opinione pubblica, con articoli e approfondimenti e con il coinvolgimento di giornalisti di testate nazionali e internazionali, il “Fenomeno Valli Cupe”, ossia la formidabile esperienza naturalistica divenuta Riserva Naturale grazie a una legge approvata il 21 dicembre dello scorso anno dal Consiglio regionale. E per avere contribuito a ridare fiducia e coraggio al nostro territorio evidenziando l’importanza della valorizzazione delle risorse ambientali anche in una logica di riscatto dell’intera Calabria». Il sindaco ha consegnato la pergamena con “le chiavi della Città di Sersale” a Romano Pitaro, che ha ringraziato «il consiglio comunale e l’intraprendente comunità di Sersale».  Ha aggiunto Pitaro: «Considero le Valli Cupe - ma il concetto va esteso a tutte le aree protette della regione - un’infrastrutture immateriale che mette a valore conoscenze e abilità dei territori, esalta le specificità dei luoghi e dà modo ai soggetti coinvolti di connettersi con quella parte del mondo che si oppone strenuamente al saccheggio dell’ambiente e alla sua devastazione,  ispirati, anche, dalla straordinaria enciclica di Papa Francesco “Laudato sì”. Un’enciclica che è, insieme, una sollecitazione a occuparsi della casa comune e un forte atto d’accusa verso chi ha violentato le ricchezze naturali di interi continenti provocando povertà e immense diseguaglianze sociali. Tutelare e valorizzare i beni ambientali con l’obiettivo di fare sviluppo, come si sta facendo con le Valli Cupe, è un atto di buone pratiche legislative e amministrative. In questa parte della Calabria si avverte forte il lascito dell’oikofilia e della filoxenia della cultura greca. Concetti che ci ricordano, per dirla con Carlo Levi, che “il futuro ha un cuore antico”, ma che se quel cuore lo spezzi, come s’è scelleratamente fatto con lo sviluppo senza progresso dei decenni scorsi che hanno tramortito la civiltà contadina, rischi di spezzare anche il futuro. Eppure di futuro c’è bisogno. Lo ricorda lo stesso Censis nel “Rapporto 2017”, quando esorta le classi dirigenti a occuparsene, perché immaginare il futuro è parte essenziale degli stessi processi di evoluzione sociale». Il sindaco ha infine ringraziato Anna Gastel venuta appositamente da Milano per partecipare alla manifestazione e le ha donato un libro di Pietro Addante su San Francesco di Paola edito da Laruffa.  

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